Capitolo 2
16 Marzo…Venerdì…2007< Maty, ti vuoi svegliare?> Mimì mi urla in faccia e io, invece, mi volto dall’altra parte.
Sono un caso patologico!Lei lo sa bene…continua, però, ha incanzarsi tutte le mattine!
< Benissimo, fai come vuoi!Io vado alle revisioni, tu dormi pure!Peggio per te!>
Sento chiudere la porta dell’appartamento, finalmente il mio amato silenzio, mi volto nel letto e guardo che ore sono…le otto…altri cinque minuti…poi mi alzo di sicuro e i miei occhi si chiudono da soli.
Cinque minuti?Spalanco gli occhi e per magia l’orologio sopra il comodino segna le undici!Cazzo!E’ tardissimo!
Salto dal letto e corro in bagno, con il cuore che mi pulsa ovunque; ma perché ogni volta la stessa storia?Riuscirò mai a svegliami in tempo per qualcosa?
Revisioni…non ho ancora capito bene che significhi, ma questo non è un problema, tanto ogni mese mi spetta ugualmente!
Questo consiste nel fare delle corse pazzesche, che cominciano il giorno prima della data stabilita; perché di solito mi ritrovo a fare tutto il giorno prima.
Corro nell’aula di Decorazione, pensando che avvolte dovrei dare retta a Mimì che mi urla nell’orecchio, mi ritrovo a palare da sola “Ti prego!Fai che vada tutto bene!”, mi scontro con un ragazzo che aspetta di entrare in segreteria, mi ritrovo a fare due rampe di scale in salita e una in discesa, arrivo davanti alla porta dell’aula con il fiatone e la cartellina mezza aperta.
Sono l’unica in quella stanza e forse pure l’ultima a fare la revisione; entro e trovo il professore davanti allo schermo del computer.
< Buongiorno professore!>
Lui si volta di scatto e mi guarda incuriosito: < Ecco, mancava qualcuno all’appello!>
Io scoppio a ridere, adoro quel professore.
Lo adoro perché è un vero artista, lo adoro perché è stata la prima persona a farmi capire da dove viene l’arte: dal cuore e dal sapere, e quando sei riuscito a mescolare bene i due elementi, ti ritrovi in un vortice di sensazioni di cui non puoi più fare a meno…un po’ come l’amore? Si, ma l’amore non ha certo bisogno del sapere, anzi, meno sai e più sei innamorata…credo che nessun professore per adesso potrà mai aprimi gli occhi su questo concetto.
Lui mi guarda con aria seriosa, mentre mostro lentamente le varie tavole.
Sorride all’ultima e guarda il registro segnando velocemente con la matita, io non saprò mai quello che c’è scritto.
< Bene, Matilda!Hai lavorato molto bene!Anche se l’ultimo lavoro è un po’ azzardato…dobbiamo fare un salto indietro, non sei ancora pronta per certe sfumature!>
Ecco!Ci siamo!Quello che vi avevo detto!L’ultimo lavoro è l’unico in cui ho seguito me stessa, in cui ho dato libero sfogo a ciò che provo e al professore, non piace.
< Mi piace moltissimo il collage!Complimenti!Molto bello!Anche se cambierei il colore dello sfondo!>
Io sorrido, quello è il lavoro che a me non piaceva per niente: <si, Professore!>
< Bene, adesso voglio che tu utilizzi il compensato per riprodurre il lavoro in vari livelli!>
Io spalanco gli occhi, non mi ci vedo proprio per niente a tagliare pezzi di legno!Mai fatto in vita mia…ma questo non importa…imparerò.
< Bene!Ci vediamo a lezione!E svegliati prima la mattina!> sorride lui, riprendendo il suo posto davanti al computer.
Io esco di corsa e scendo le scale come un fulmine…adesso ho la revisione di Disegno e ho veramente tanta paura…
Io e il Professore di Disegno non siamo in ottimi rapporti, purtroppo due uragani che si scontrano ad ogni revisione.
Entro nell’aula, li l’aria è molto diversa da quella di Decorazione, la gente sembra non avere più un anima quando entra in quello stanzone…un silenzio così angosciante, sembra di essere in un monastero!
Il Professore sbraita seduto dietro alla scrivania, la vittima è Albert e io inghiottisco lentamente, mentre vedo con la coda dell’occhio Mimì che mi fa cenno con la mano.
Dopo Albert toccherà sicuramente a me…è giunta l’ora del mio calvario e io non sono per niente contenta di questo…
Come supponevo la mia revisione di Disegno è stata pessima e seduta al tavolo in cucina, guardo annoiata Albert mangiarsi la pasta che ho preparato.
Mimì è alle prese con la macchina del caffè, Ely e Lorent stanno avendo una conversazione sul prossimo esame di Storia dell’Arte al nostro stesso tavolo, ma io continuo ad essere troppo annoiata per unirmi a loro, preferisco guardare masticare Albert, pensando alle mie disgrazie.
Rebby se ne sta in piedi alla porta, è arrivata da poco nell’appartamento, visto che aveva un buco libero di un ora è passata a salutarci.
Rebby, ci conosciamo dalle superiori…nove anni di vita con lei…potrei chiamarla quasi sorella…sorride a Mimì, con i suoi grandi occhi neri e lunghi capelli scuri…anche, lei innamorata da circa quattro anni, convive con Fede, il suo fidanzato.
Penso sia l’unica ad aver trovato la felicità…insomma non le manca niente, si sta per laureare in Fotografia…vive con il suo ragazzo e entrambi si amano…
< E’ inutile che tu faccia il muso da pesce lesso!Ti sta bene, non hai lavorato per tutto il mese…> mi brontola Albert a bocca piena.
< Non ho lavorato? Per Decorazione mi sono fatta in quattro!> ruggisco io.
< Non esiste solo quella materia!>
< Ma che vuoi? Non mi importa niente…>
< Si, che ti importa!E’ da quando hai fatto la revisione che sembri uno zombi!> Mimì prende le difese di Albert.
< Va bene, avete ragione voi…ho sbagliato a non lavorare!Contenti?> mi alzo stanca di sentirli borbottare contro di me e esco dalla cucina per andare in sala, Rebby mi segue e si siede sul divano, mi guarda, io sto pensando a come cominciare il lavoro con il compensato.
< Si!Siamo contenti se hai imparato la lezione!> mi sento urlare dietro da Albert.
< Imparata!> rispondo io urlando e concentrandomi sul colore da usare per lo sfondo…forse l’argento?o magari il celeste?
< Io userei il celeste!> mi dice Rebby.
Io continuo a rimuginare sul colore più adatto e intanto, sento Ely urlare dalla cucina:
< Correte!Sono arrivati!>
Chi è arrivato? Io e Rebby ci guardiamo con un espressione perplessa; sbuffo, gettando da parte il pennello.
Possibile che sia sempre l’ultima a sapere le cose?Mi avvio in cucina e trovo le due mie amiche affacciate alla finestra che guardano giù, agitando le mani e urlando a qualcuno.
< Che succede?> Rebby è dietro di me e interroga Albert che non ha lasciato la sua postazione, davanti alla pasta al ragù.
< Sono arrivati l’inquilini di Ely!> sbuffa Lorent guardandomi, anche a lui non gli importa niente, è sempre seduto al tavolo e si beve un succo di frutta.
< Ely?E quanti sono?> chiede Rebby.
< In otto!Tutti bellissimi ragazzi!> ride lei, voltandosi verso di lei.
< Otto? E dove li fai dormire?E poi, tutto questo casino per loro?> dico io.
< Tu non capisci!Non sai chi sono…> Ely sembra al settimo cielo.
Mimì sorride compiaciuta: < Sono una band ska-pank di Roma!Il cantante è amico di Ely, si sono conosciuti in vacanza!>
< Ma…> sbuffo io sedendomi vicino a Lorent.
< Che lagna che sei!> brontola Ely < Quando li avrai conosciuti, vedrai, che cambierai idea!> aggiunge Ely, uscendo dalla cucina, io la seguo: < Dove vai?>
< Ad aprire il portone e dare il benvenuto!> Ely apre la porta.
< Ma che ci sono venuti a fare a Firenze?>
< Li ho invitati io a stare da me!Tanto staranno qui per qualche mese e almeno avrò compagnia nell’appartamento!> mi risponde chiudendo la porta.
Mimì mi raggiunge e sorride: < Sono qui per fare alcune serate nelle vicinanze!Non vedo l’ora di sentirli dal vivo!> ridacchia, io la seguo in cucina, pensando che ci mancava solo una band in quel condominio!
Albert muove la testa infastidito: < Certo, voi donne siete proprio delle civette quando vi ci mettete!>
< Ehi!Parla per loro!> dico io.
< Io mi dissocio…a me non importa proprio niente!Anzi, me ne vado pure a casa!Fede sarà tornato da lavoro!> Rebby prende la sua giacca e se ne va via dall’appartamento.
< Io spero solo che non si mettano a provare all’una di notte!> rido io.
< Che ti importa?> mi dici sarcastico Lorent < Tanto tu all’una sei sempre sveglia!Non ti ho mai visto andare a letto ad un ora decente!>
Tre ore…passate da sola nell’appartamento, non faccio che tagliare legno, possibile che non riesca a fare un lavoro presentabile?
Il compensato dovrebbe essere facile da tagliare, ma io oggi proprio non sono in vena di bricolage.
Mimì è andata con Albert e Lorent in giro per Firenze, non mi sono persa niente…sempre le stesse facce, gli stessi discorsi e gli stessi posti.
Però, sono le otto di sera e nessuno è ancora tornato, sarà meglio chiamare Mimì?
Prendo il cellulare e compongo il numero velocemente; dopo qualche minuto lei mi risponde ridendo:
< Che c’è?> mi chiede.
< Niente, volevo sapere se tornavi a cena!> rispondo io scocciata.
< No, resto fuori con Albert e Lorent!Siamo al Rocking, ci vediamo dopo cena!>
< Va bene!> rispondo riagganciando.
Sconsolata vado in cucina, non ho nemmeno fame…guardo nel frigo…non ho voglia di cucinare.
Il cellulare comincia a suonare.
Rispondo scocciata senza neanche guardare il display: < Pronto?>
< Maty!Sono Kiky!>
< Ciao bellissima!> rispondo dopo qualche secondo, alla fidanzata di Boris, il migliore amico di Mimì.
< Domani sera vieni al Finder?>
< Certo, come tutti i sabati!> dico io sorridendo
< Benissimo…> borbotta lei.
< Kiky?> qualcosa non quadra < Mi hai chiamato solo per chiedermi di venire al Finder?>
< Oh…Maty…scusami…sono un po’ sconsolata in questi giorni…comunque domani ci vediamo e se possiamo parliamo un po’!>
< Certo!> rido io < Spettegoliamo di Boris!>
Lei scoppia a ridere: < Si, a domani!> mentre mi saluta riaggancia.
Kiky ha diciassette anni, è l’amica più piccola che io e Mimì abbiamo, si è fidanzata con Boris da un anno…insieme sono bellissimi…lei, capelli castani e grandi occhi verdi…lui, capelli chiari e occhi nocciola…entrambi due persone stupende…
Ma la mia Kiky, che per me è come una sorella minore, è portata ad avere i suoi piccoli dubbi da adolescente…quei dubbi che io le ripeto sempre, non passano nemmeno quando cresci…
Tornando a me…il mio cellulare suona di nuovo…io questa volta non rispondo…è Greg e non ne vale la pena…soprattutto non ho il morale adatto per rispondere a lui.
Quel cretino sono settimane che continua a chiamare…forse non ha ancora capito che non torneremo mai insieme e nemmeno ho intenzione di averlo per amico.
Un ragazzo come lui, che mentre ti giura amore eterno…va a letto con altre donne…io, stupida a crederci…
Poggio il cellulare sul tavolo, mentre il campanello della porta suona.
Bene, oggi è la giornata peggiore che possa aver vissuto in quella settimana, penso, chiudendo il frigo…basta, la fame è passata del tutto!
Raggiungo la porta e apro inferocita.
Mi trovo davanti un ragazzo…volto squadrato, fossetta sul mento, occhi grandi e verdi, capelli castani e spettinati e il naso più perfetto che io abbia mai guardato…mi sorride un po’ imbarazzato.
< Ciao!> mi dice.
< Ciao!> io rispondo curiosa.
< Piacere Bonny!Sono amico di Ely!>
Collego ogni cosa, è sicuramente uno degli otto ragazzi della band, ma che cerca da me alle otto di sera?
< Piacere Matilda!Amica di Ely!> rido io, stringendo la sua mano; lui si avvicina al mio volto guardandomi perplesso.
Il mio cuore smette di battere per un istante, lui è troppo vicino…sento il suo respiro sulle mie guance, un po’ accaldate dal rossore.
Alza il braccio e mi tocca i capelli: < Hai la segatura da per tutto!> sorride, continuando a togliermela, poi si allontana dalla mia faccia e io ricomincio a respirare.
< Ah!> rido io, pensando di essere una bella frana < Scusami, stavo facendo un progetto per l’Accademia!>
< Non ti preoccupare!> sorride lui < Ely è uscita a comprare le pizze!Mi ha chiesto di sentire se volevate mangiare con noi!>
Io lo guardo, possibile che un ragazzo abbia un naso così perfetto?
< Ehmm, la mia amica è uscita per cena…non so…io non ho molta fame!>
Lui si gratta la testa: < Puoi venire a farci compagnia!>
< Certo…si…bene, vengo tra poco!Prima mi faccio una doccia!> rido io.
Busso alla porta di Ely e ad aprirmi è un ragazzo snello, con i capelli corti nerissimi e due grandi occhi azzurro cielo.
Mi sorride pronunciandomi un “Ciao” meccanico e mi fa entrare, esclamando in inglese: < Ely has beautifull friends!>
Entrando scoppio a ridere e noto che stava parlando con il ragazzo di prima, Bonny, se ne sta seduto sul divano a fiorellini viola di Ely.
Lui mi guarda poi sghignazza: < Vuoi la traduzione di cosa ha detto Rich?> mi dice.
< Credo di averlo capito da sola!> arrossisco io.
Rich, è quindi il ragazzo che mi ha aperto la porta, mi guarda ancora divertito.
Bonny si alza dal divano e se ne va in cucina.
Mi lascia sola con Rich, che continua a guardarmi e io mi sento nel panico più completo.
< Hello!> pronuncio timidamente < I’m Valentina!> allungo la mano per stringere la sua, lui la prende e l’avvicina alla bocca baciandola.
< I’m Rich!> io divento ancora più rossa, possibile che tutti questi tizi, siano così carini, come loro due? Forse, Ely non aveva tutti i torti prima, a essere così emozionata…
< Comunque parlo l’italiano molto meglio di Bonny!> ride lui mentre Ely entra in salotto ancora con il sorriso stampato in faccia.
< Ah, Maty!Alla fine sei venuta!>
< Si…ero sola…> dico io seguendola in cucina.
Mi ritrovo in un cataclisma, non avevo mai visto la cucina di Ely così affollata e scompigliata.
Ci sono scatole di pizza aperte ovunque, patatine di ogni genere, birre sul tavolo mezze aperte e sette ragazzi che parlottano tra di loro, ridono, scherzano, si prendono in giro in inglese e in romano.
Io mi metto in un angolo, me la cavo a malapena con l’inglese, figuriamoci se poi, timida come sono mi metto a far bisboccia con loro.
Ely si siede vicino a un ragazzo con un cappellino, con una schiena enorme e il volto quadrato.
Lui è il primo ad accorgersi di me, mi sorride e dice qualcosa all’orecchio a Ely.
Lei mi guarda e ride: < Vale mi ha appena detto Ronny, che puoi sederti, per adesso nessuno di loro a mai mangiato qualcuno!>
Bonny è l’unico a capire nel fracasso quello che mi dice Ely, si alza e mi porge la sua sedia.
Io sorrido, sono così imbarazzata, mi avvicino alla sedia e mentre guardo lui sedersi vicino a me, mi siedo anch’io.
Il ragazzo accanto, anche lui con un cappellino mi sorride e prende una birra dal tavolo.
Rich ci raggiunge in cucina e si siede vicino a Ely, che lo guarda con sguardo complice.
In quel momento mi rendo conto che quei due in passato non erano solo ottimi amici, lo vedo da lei, il suo impaccio è palese e poi lui le passa una mano tra i capelli neri e lunghi.
< Maty!Ma Mimì dov’è?>
< Con Lorent e Albert, sono andati a magiare al Rocking!Tornano dopo cena, le ho mandato un messaggio per avvertirla che sono qui!>
Ely si alza e prende l’unica scatola di pizza non ancora aperta, me la fa passare da Bonny e me la trovo sul tavolo davanti a me.
La apro, pizza con la rucola, sorrido compiaciuta.
< Ely, hai preso la mia preferita!> le dico, finalmente la fame mi è tornata.
< Si…> sorride lei.
< Mi dai un pezzo di pizza?> mi chiede Bonny, mentre io addento il primo pezzo.
< Bonny ma ti sei mangiato già due pizze!> ride Rich.
Bonny nemmeno lo ascolta e si prende un pezzo della mia pizza.
< Grazie!> mi sorride.
< Prego!> rispondo io con ancora il boccone in bocca.
Di nuovo qualcuno mi chiama, il mio cellulare inizia a suonare e io sbuffo, mi alzo dalla sedia, stanca di rispondere a tutte quelle chiamate.
Di solito il mio telefonino non suona per intere giornate, invece oggi sembra che tutti si siano messi d’accordo.
Prendo il cellulare e rispondo con ancora il sapore del pomodoro in bocca: < Pronto?>
< Maty, sono Rebby!>
Io sgrano gli occhi, la mia amica sta piangendo.
< Che succede?> guardo Ely e gli faccio segno che devo uscire dalla stanza.
Quando mi ritrovo nel pianerottolo, mi siedo sulle scale e la mia amica continua a singhiozzare rumorosamente: < Rebby!Vuoi dirmi che succede!> brontolo io.
< Fede mi ha lasciato!No….cioè, lo lasciato io…era con un'altra al Rocking!Lo beccato in pieno!>
Non posso crederci, Fede che tradisce Rebby? Sono anni che stanno insieme, tutti li davamo per sposati.
< Dove sei adesso?> dico io sconsolata, l’amore è proprio una merda, penso.
< Sono con Fendy, stanotte vengo a dormire da voi!Io a casa con lui non ci torno!> mi dice inferocita.
< Va bene, tranquilla, puoi stare da noi fino a quando vuoi!> cerco di stare tranquilla io per prima, se avessi Fede davanti lo avrei già menato.
Rebby riaggancia e io mi trovo con il cellulare in mano, lo guardo, un oggetto a cui in questi casi farei a meno; mi sento strana, fino a un momento fa ero contenta, ma adesso, adesso sento lo stomaco attorcigliarsi e sento le lacrime salirmi agli occhi.
Scrollo la testa, che faccio? Piango perché Fede tradisce Rebby? Io che centro, mica la tradisce con me…ma mi sento ferita, ferita come se fossi Rebby…forse perché non credo più all’amore, forse perché anche l’ultima bagliore di speranza che avevo è crollato.
Mi asciugo il volto e mi guardo le mie all- stars ai piedi, sono giallo limone, il colore con cui tappezzerei il mondo…in un attimo mi sento un pochino meglio.
Dietro di me si apre la porta dell’appartamento di Ely, Bonny compare e mi guarda fissare le scarpe.
< Ecco dov’eri finita!> la sua voce interrompe la mia solitudine, mi giro agitata e lo guardo con ancora gli occhi che mi brillano dal pianto.
Lui se ne accorge, il suo sorriso si spenge dalla faccia.
Io non dico nulla torno a guardarmi le scarpe di nuovo.
Lui chiude la porta dietro a se e si siede sullo scalino, non parla, mi guarda ancora.
Io alzo gli occhi, che cazzo guarda? Penso, poi scoppio di nuovo a piangere, questa volta però sono lacrime vere.
Lui continua a non parlare, io nascondo il volto bagnato tra le mie ginocchia, ma non riesco a smettere!Mi accarezza i capelli, come se volesse calmare il mio tormento, no….nessuno ci può riuscire, nemmeno tu…anche se sei bellissimo…anche se appena ti guardo arrossisco.
Dopo mezz’ora mi ritrovo a parlare con un perfetto sconosciuto di quello che mi rade al suolo l’anima da anni.
Lui non parla, annuisce, mi ascolta, mi sorride e poi ogni tanto abbassa gli occhi.
< Sei mai stato innamorato?> gli chiedo quando finalmente le mie lacrime sono prosciugate.
< Si…> sorride lui < due volte…>
< Io soltanto una!> rispondo mentre tirò su con il naso, avrei bisogno di lavarmi il viso, devo avere il trucco tutto impiastricciato, sicuramente non sono molto attraente in questo momento, ma non mi importa…non devo piacere a nessuno.
< Di lui?>
< Si…> balbetto io <…dopo la sua morte non mi sono più innamorata…>
Lui non replica, abbassa gli occhi giocherellando con le mani.
< Infondo…> pronuncio io guardando di nuovo le mie scarpe <… Non ci si innamora certo tutti i giorni…e poi…a me l’amore ha fatto solo rimpiangere di essere nata!>
In quell’istante lui alza lo sguardo, i suoi occhi si illuminano di uno strano bagliore: < Non dire questo!> lo dice con aria seria e tenace, come se volesse farmi cambiare parere con solo tre parole confusionali < Niente ti deve far rimpiangere di essere nata!>
Sembra quasi arrabbiato ma cerca di sorridermi: < L’amore è una cosa bellissima, proprio perché può riuscire a darti tante emozioni tutte insieme!>
< Non è l’unica cosa che da tante emozioni tutte insieme!> ribatto io < L’arte mi trasmette tutte le emozioni che voglio!>
< Non certo come l’amore!> ride lui.
< Tu suoni, no?>
< Si…>mi risponde lui.
< Cosa suoni nella band?>
< La Tromba!>
< Bene!> lo guardo io < Quando suonate, non provi tante emozioni tutte insieme?>
< Certo!Adoro suonare, ma credimi, innamorarsi è qualcosa di ancora più grande…>
< Si!> mi alzo e sorrido, inutile continuare a parlarne, la pensiamo in modo troppo diverso
< L’amore ti annienta l’anima!> finisco la frase e mi avvicino alla porta per rientrare nell’appartamento.
Mentre io me ne stavo fuori a piangermi addosso, la maggior parte dei ragazzi se ne era andata a dormire.
L’appartamento di Ely, in confronto a quello mio e di Fendy, è il doppio: ha tre camere da letto e il salotto è il triplo del nostro.
Ely se ne sta in cucina aiutata da Rich, stanno pulendo ogni cosa; in sala, seduti sul divano vedo il ragazzo di nome Ronny e l’altro tizio che a tavola era accanto a me.
Non si accorgono di me, io mi dirigo subito in cucina e trovo Ely che ride, mentre Rich è intento a lavare i bicchieri.
< Dov’eri finita?> mi chiede Ely.
Io li guardo, mi sembra così intenso il loro rapporto, sembra che quei due si siano amati tantissimo in passato.
< Ero a parlare al telefono con Rebby!E’ successo un po’ di casino tra lei e Fede!Infatti, se vuoi ti aiuto a pulire e poi devo salire per sistemare un letto in più!>
< Resta da voi a dormire?Cavolo, allora devono aver litigato pesantemente!> Ely smette di sorridere per un attimo, lo so, di sicuro a notato i miei occhi gonfi.
Io cerco di non far caso al suo sguardo e sorrido: < Si!Comunque non preoccuparti, hai già tante cose a cui pensare!>
Mentre aiuto i due a sistemare, Bonny si affaccia alla cucina.
< Avete bisogno d’aiuto?>
< No, abbiamo finito!> Rich risponde sbadigliando.
Io mi avvicino alla borsa e la prendo di corsa, non riesco a guardare Bonny negli occhi, come se qualcosa in lui mi avesse fatto infuriare.
< Ely ci vediamo domani!> dico mentre sorpasso Bonny e esco dall’appartamento.
Mimì e Rebby sono già tornate in appartamento; trovo seduta Rebby sul divano, gli occhi impallati in un punto della casa, nemmeno si accorge di me; anche quando rumorosamente mi getto seduta accanto.
Mimì esce dalla cucina, mi guarda con sguardo complice e io le sorrido.
Loro sono l’unica cosa che mi appartiene adesso, l’uniche persone che fanno parte del mio passato e del mio presente; veder star male una di loro è come se fossi io la vittima.
L’abbraccio, anche se lei sembra non sentire il mio calore, continua a guardare quel punto fisso, chi sa che cosa pensa la sua testa in questo momento? Le sue mani sono così fredde e la sua faccia così bianca e senza espressione.
< Tieni, prendi questa!> sussurra Mimì sedendosi vicino a lei < Rebby? Bevi!E’ una tisana, ti calmerà un po’!>
Lei sembra non sentirla ma la sue mani impugnano la tazza e se la portano alla bocca con un gesto meccanico.
Io mi stacco da lei sospirando…no, il letto non serve, stanotte staremo sveglie…a piangere per un altro sogno infranto…una situazione che mi riporta indietro nel tempo, quando ero io la donna a fissare un punto nel vuoto, cercando solo risposte…non ancora trovate.