TITOLO: L'ARTISTA
AUTORE: yukisnow
GENERE: fantasia, introspettivo
RATING: Pg (non fa del male manco ad una mosca)
ALTRO: PER i miei 18 anni, un augurio a chiunque abbia dei sogni.
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Piccola OmbraPiccola Ombra è immobile, in silenzio, su un marciapiede delle strade del centro.
Il marciapiede è affollato da gente che avanza con spasso spedito e sguardo spento, Piccola Ombra sente quelle persone passargli addosso con agghiacciante indifferenza.
Nessuno, proprio nessuno si accorge di lei, è per questo che sta quasi scomparendo.
Un tempo aveva un nome, aveva una casa, il rispetto e la gioia di vivere.
Ora di lei rimane solo un lieve soffio vitale, quasi un riflesso lontano e grigio dell’ultimo barlume di volontà che gli è rimasto.
Piccola Ombra vede i suo contorni sfumare, alza il palmo della mano e ci scorge dentro il palazzo lì di fronte…una piccola lacrima, anch’essa trasparente, riga il suo volto.
Il tenue splendore che la circonda sembra affievolirsi, Piccola Ombra chiude gli occhi proprio nell’attimo in cui le gambe le cedono.
Cade a terra svenuta, più invisibile che mai.
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Piccolo Uomo“…Piccolo Uomo!Piccolo Uomo!Vieni qui!...”
Sento che qualcuno mi chiama, ma non so chi sia.
Non è una voce, è come un vibrare dell’aria, una musica segreta che mi guida.
E come può questo spirito conoscere QUEL nomignolo?
- Professoressa posso uscire?- chiedo con noncuranza.
Lascio l’aula e il bidello mi vede attraversare il corridoio col mio passo trascinato, entrare in bagno e chiudere la porta.
Bene.
La finestra è aperta.
Senza nemmeno rendermene conto, scavalco il davanzale e mi ritrovo nel giardino…
“…Oh!Piccolo Uomo!Dove Sei…? ”
Di nuovo, un anelito di disperazione mi richiama e mi spinge a scavalcare il cancello!
Nella più totale incoscienza, inizio a correre, tentando di seguire la voce.
Si fa sempre più fremente, sempre più vicina.
Improvvisamente la vedo, mi colpisce così tanto che sento un tonfo sordo nelle orecchie e un vuoto enorme allo stomaco.
E’ una strana ragazza, impalpabile, grigia e trasparente, che emana una luce debole; il suo corpo è steso a terra apparentemente senza vita, il volto segnato da un indicibile sofferenza.
Le lacrime mi salgono agli occhi senza che io lo voglia…in fretta attraverso la strada e la raggiungo.
Tutto intorno a me la voce piange, rimbomba, singhiozza, ma non proviene dalla bocca della strana creatura, rimane come un suono sospeso.
E nessun’altro sembra accorgersi del pianto, di me, di lei.
La prendo tra le braccia con delicatezza ed è quasi come tenere in mano un prezioso cimelio di cristallo.
- Chi sei?- chiedo incredulo.
Lei socchiude gli occhi appena.
La risposta mi riecheggia nella testa, come se la sapessi già a mia insaputa.
- P-piccola Ombra…?- balbetto incredulo.
Lei sbatte gli occhi, lentamente, accenna un sorriso.
Spaventato, vedo i suoi piedi scomparire nel nulla,lasciandole sulle caviglie un’elegante sfumatura grigio-bianca
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Nel Profondo.Prendo in braccio la creatura, la deposito nella panchina del parco minuscolo cella zona lì vicino.
Intanto l’orrida sfumatura grigiastra le arriva alle ginocchia, cancellandola ancora di più.
- Chi sei?- chiedo di nuovo allibito – Non conosco nessuna “Piccola Ombra”!-
- Oooh! – geme piangendo Piccola Ombra, altre lacrime le rigano il volto: sembra che con quelle due o tre parole io l’abbia trafitta con un pugnale.
- Non mi conosci?Non ero la tua principessa da salvare quando giocavi ai cavalieri?Non ero il pirata cattivo da sconfiggere quando giocavi ai pirati?Non ero il drago verde sul quale volavi nei tuoi sogni più remoti?- dice con voce rotta dal pianto, debole e abbattuta.
Sono giochi che facevo tempo fa, quando ero ancora un bambinetto felice e ignaro delle brutture del mondo.
- Non erano solo giochi!- continua lei come se mi stesse leggendo nella testa.
Io mi ritraggo spaventato, questa storia inizia a sembrarmi un brutto sogno dovuto a qualche indigestione.
Magari mi sveglio e sono a scuola, sbracato sul banco…magari mi sveglio e sono a casa, nel letto, ed è notte fonda.
- Perché non mi vuoi?- dice lei spaventata - Perché mi rifiuti?-
All’improvviso il suo corpo muta…diventa come una di quelle belle principesse delle favole, poi una sirena dagli occhi affascinanti, un angelo dalle candide ali…
E la gente mi passa attorno, sembra non accorgersi di nulla!
- Loro non mi possono vedere…loro non credono in me!-
La guardo confuso, perché io invece la vedo benissimo e sento la sua voce interiore rimbombarmi come se fosse trasmessa in un miliardo di altoparlanti.
- Tu puoi sentirmi invece…dimmelo!Dimmi che credi in me!Dimmi che tutto non è andato perso!-
Appoggia la mano ghiacciata sul mio viso, lentamente, sensazioni indefinite mi riempiono dentro, come se non esistesse altro.
I contorni delle cose attorno a me vibrano, confusi come in un frettoloso scarabocchio…sfumano e scompaiono.
Un lampo di luce attraversa la mia mente come se fossi in movimento,un miliardo di colori mi risucchiano e mi ritrovo nel nero più assoluto.
E’ buio e non riesco ad avere la minima percezione del mio corpo.
- AIUTO!- grido circospetto.
- Non aver paura…-
Piccola Ombra emerge dal buio con naturalezza.
Sembra fatta di cristallo, trasparente e luminosa…in un abito lungo e velato, anch’esso trasparente.
Si avvicina e mi stringe con forza.
- Sto scomparendo…nessuno crede più nella bellezza dell’Innocenza, della Semplicità, della Purezza.- sussurra come in una dolce cantilena.
- Perché?Perchè non ci credono più?- chiedo piano.
- Perché sono occupati ad essere Sporchi, a farsi valere, ad essere Signori di un mondo Vacuo e Triste.-
Piccola Ombra sospira, è affranta.
- Nessuno crede più ai Bambini. Nessuno crede alla Speranza e all’Emozione Profonda.- continua lei, stringendomi più forte.
- Dev’esserci rimasto qualcuno!- Le rispondo con veemenza.
L’abbraccio si scioglie, le torno a guardarmi dritto negli occhi.
Solo ora noto che non ha iride o pupilla, sembra di annegare in un universo argentato.
- Pochi…troppo pochi. A breve scomparirò del tutto. Perché nessuno usa più la fantasia, nessuno gioca, ride, scherza, piange più con me.-
E’ bella. Immensamente, tristemente bella.
Le sfioro il volto con le dita e le dico con un lieve sorriso.
- Io credo in te…- lo dico trasognato, quasi come se non me ne rendessi conto – Ho giocato così tante volte conte quando ero piccolo…e ogni volta, prima di andare a dormire, anche adesso, lascio che la mia fantasia si sfoghi, lascio che galoppi come un cavallo selvaggio. Ma mi pare che siano solo tutti sogni!-
Piccola Ombra prende la mia mano, la racchiude tra le sue.
- Piccolo Uomo, non lasciare che siano solo Fantasticherie della Notte!- ora mi implora, più seria che mai. – Prendi i tuoi sogni e fanne Pura Realtà!Solo così io vivrò in essi e nulla sarà più perduto…!-
- Come posso fare?!- dico io, concentrandomi, cercando di fare il possibile.
- Darai sfogo alle tue Fantasie!Scriverai,disegnerai,danzerai, suonerai, tradurrai il tuo magico pensiero secondo i più disparati codici conosciuti!E allieterai il mondo con la tua anima…-
- Sarò un Artista Vero?- le chiedo tentennante.
- Sarai un Vero Artista!E io non ti abbandonerò mai!- mi rassicura Piccola Ombra con forza.
Poi l’abbraccio ancora, di slancio.
- Come fai a sapere che io sono Piccolo Uomo?- mormoro.
- Era il nome con cui tua madre ti chiamava prima che crescessi,quando ti raccontava mille e più favole. Anche allora ero con te, perché non hai mai smesso di tenermi compagnia!- risponde lei con dolcezza.
E allora la guardo con amore, perché so che la mia vita sarà luminosa proprio grazie a lei.
Rido felice, ballo con lei alla cieca e sento che si sta divertendo, che la tristezza è finalmente svanita.
- Mai più mi dimenticherò di te Piccola Ombra, Signora dei miei Sogni, perché io credo in te più di qualsiasi altra cosa!-
Un bianco abbagliante mi investe di nuovo e nel flash accecante vedo solo lo splendido, minuto viso di Piccola Ombra che mi sorride e mi saluta.
Non è più trasparente, ne’ debole.
Ora è un vivido sogno di luce.
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Piccolo DestinoMi sveglio di soprassalto, la compagna di banco mi sta scuotendo il braccio da non so quando.
- Sveglia! Ehi! Sveglia!-
Connetto il cervello con la realtà ed è quasi come se mi aspettassi di vedere lì, vicina a me e sorridente, l’adorabile Piccola Ombra.
Invece c’è il professore che mi guarda severo e GRIGIO.
- Che ne dici, prima o poi combinerai qualcosa?- mi apostrofa acidamente.
- Certo signore, sarò un Vero Artista!- rispondo prontamente.
Lui mi guarda scettico e annoiato.
Sorrido fiero davanti alla sua espressione di adulto senza sogni.
Sconfitto, si gira e se ne torna alla sua Cattedra Morta.
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THE END.

You sleep in the light
Yet the night and the silent water
Still so dark